Il costo dell’energia in Italia è troppo elevato.
Il recente Decreto Energia (c.d. DL Bollette) cerca di affrontare questo problema con interventi specifici come la misura sull’ETS (Sistema di Scambio delle Quote di Emissione), orientata a contenere il costo dell’elettricità attraverso il meccanismo di formazione del prezzo marginale. Tuttavia, non interviene su fattori strutturali come l’eccesiva dipendenza dalla generazione da fonti fossili, il cui approvvigionamento, prevalentemente importato, espone il Paese a forti fluttuazioni di prezzo e a rischi per la sicurezza energetica.
Le aziende firmatarie di questa lettera rappresentano investitori nazionali ed internazionali e produttori indipendenti di energia elettrica impegnati nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile e di stoccaggio in Italia. Il loro operato rappresenta la soluzione alla riduzione strutturale dei costi dell’energia a lungo termine, come evidenziato dai risultati delle recenti aste FER e MACSE, in cui il prezzo medio di aggiudicazione è risultato meno della metà di quello di mercato e dove gli operatori indipendenti hanno ottenuto la quota prevalente delle assegnazioni. Queste assegnazioni attivano nuovi investimenti che rafforzano l’indipendenza energetica del Paese, sostenendo al contempo una forte filiera industriale nazionale ed europea.
Oggi, alcune misure di breve periodo previste nel suddetto Decreto Bollette indeboliranno la fiducia degli investitori, rallentando lo sviluppo di nuovi investimenti e frenando il conseguente abbassamento dei prezzi dell’energia. Le aziende firmatarie chiedono quindi al Governo – in particolare a MASE, MIMIT e Presidenza del Consiglio – un indirizzo chiaro e coordinato per sostenere la crescita sostenibile del sistema elettrico anche dal punto di vista economico.
Le nostre proposte per un’Italia più competitiva:
1. Aste FER e BESS pianificate e coerenti con il PNIEC e PNRR
Le rinnovabili e lo stoccaggio sono tecnologie mature e rappresentano già oggi la soluzione più economica per la produzione di energia elettrica: le recenti aste lo confermano. Ma per attrarre gli ingenti capitali privati necessari alla transizione energetica serve un quadro regolatorio stabile, di lungo termine, prevedibile e coerente con gli obiettivi del PNIEC e PNRR.
La definizione immediata di un calendario pluriennale e stabile, con volumi e date definite delle gare per rinnovabili e sistemi di accumulo, è essenziale per pianificare, mobilitare investimenti e garantire prezzi competitivi per imprese e famiglie.
Le ultime gare dimostrano inoltre che la competizione tra progetti è un fattore chiave per ridurre i prezzi di aggiudicazione. Per questo, la certezza normativa e la celerità nel permitting e nell’accesso alle reti diventano fondamentali per assicurare prezzi più bassi.
2. Estendere il MACSE all’intero territorio nazionale e favorire una reale concorrenza nei sistemi di accumulo
Per sviluppare capacità di accumulo in tutto il Paese, è necessario che le prossime aste MACSE siano effettivamente contendibili e, laddove possibile, estese all’intero territorio nazionale – comprese le Regioni del Nord Italia – introducendo meccanismi che assicurino pari opportunità ai nuovi operatori.
Questo è particolarmente rilevante nel momento in cui la norma sull’ETS contenuta nel decreto riduce significativamente i ricavi sul mercato spot, rendendo ancora più importante sostenere lo sviluppo degli accumuli attraverso meccanismi di aste competitive.
Inoltre, le nuove regole proposte da Terna per il Capacity Market, attraverso la definizione dei coefficienti di derating, favoriscono gli impianti a gas rispetto agli accumuli, contravvenendo al principio della neutralità tecnologica.
3. PPA di mercato, accessibili a tutte le imprese italiane
Il PPA, ovvero la contrattazione di lungo periodo, è uno strumento bilaterale e flessibile fondamentale per promuovere lo sviluppo delle rinnovabili e per governare la volatilità dei prezzi dell’energia.
Per rendere accessibili alle imprese, incluse le PMI i benefici dei PPA, è necessario sviluppare una cultura d’acquisto energetico evoluta. La regolamentazione dovrebbe favorire i consorzi d’acquisto, senza imporre obblighi, ma prevedendo la possibilità che il GSE faciliti l’accesso delle PMI a questo strumento, consentendone la partecipazione come domanda aggiuntiva alle stesse gare.
In questo contesto, il ruolo del GSE come garante di ultima istanza rafforzerebbe la bancabilità dei progetti, aumentando la fiducia degli investitori e favorendo ulteriori investimenti nelle rinnovabili.
4. Evitare distorsioni del meccanismo ETS che penalizzano i consumatori di energie rinnovabili
Condividiamo l’intenzione dell’azione Governativa per migliorare l’efficienza complessiva del mercato, anche attraverso un intervento sul meccanismo ETS volto a ridurre l’impatto del costo della CO₂ sui prezzi dell’energia e a correggere alcune distorsioni del meccanismo di formazione del prezzo marginale, che non portano alcun beneficio agli impianti di nuova costruzione. Tuttavia, la misura attualmente prevista rischia di redistribuire il costo dell’ETS in modo indistinto su tutti i consumatori finali, inclusi quelli che hanno già scelto di approvvigionarsi tramite forniture da fonti rinnovabili.
Riteniamo che il costo dell’ETS debba invece essere allocato in modo proporzionale al contenuto emissivo effettivo di ciascuna fornitura energetica, riflettendo il reale impatto ambientale delle diverse fonti. Questo renderebbe l’energia rinnovabile più attraente e l’allocazione dell’ETS più aderente ai costi effettivi, sottolineando il vantaggio competitivo delle forniture pulite e stimolando ulteriormente la diffusione di contratti di lungo termine da fonti rinnovabili, inclusi i PPA. Ciò andrebbe a favore della riduzione strutturale dei costi energetici, stimolando la domanda elettrica e l’elettrificazione dei consumi, con conseguente impulso alla competitività del sistema industriale e alla indipendenza energetica nazionale.
Un impegno per il Paese
I prezzi elevati dell’energia elettrica in Italia derivano principalmente dalla forte dipendenza dalla generazione da fonti fossili e dall’elevato peso fiscale che grava sulle bollette di famiglie e imprese. La soluzione per ridurre in modo strutturale il costo dell’energia e rafforzare la sovranità energetica sono le rinnovabili e gli accumuli, non l’aumento dell’utilizzo di gas, che espone il Paese ancora di più alla volatilità del mercato e alla dipendenza da paesi terzi.
È possibile coniugare riduzione del costo dell’energia elettrica, stabilità dei prezzi per famiglie e imprese Italiane e sicurezza energetica del Paese attraverso un’azione complementare al Decreto Bollette, in linea con i punti sopra esposti.
Gli operatori privati e i loro azionisti sono pronti a sostenere investimenti rilevanti in nuova capacità rinnovabile e di accumulo a fronte di regole certe, durature e coerenti. Gli investitori nelle nuove rinnovabili non cercano rendite né prezzi elevati: chiedono però condizioni chiare e certe che consentano di salvaguardare gli investimenti sostenuti sino ad oggi e permettano di continuare ad investire per ridurre strutturalmente il costo dell’energia di domani.
⮕ Clicca qui per scaricare il Manifesto






